Blockchain: guida definitiva per capire cos'è e come funziona

Blockchain: guida definitiva per capire cos’è e come funziona

Avete mai sentito parlare di Blockchain?

Ma cos’è, come funziona, qual è il senso di avere Blockchain in italiano, cosa sono i biycoin, qual è la tecnologia utilizzata.

Per cercare di spiegare in maniera più che appropriata Blockchain bisogna fare da subito un passo in avanti per quello che riguarda il nostro modo di usare Internet. Infatti qui parliamo di Internet che dà valore a una moneta virtuale, l’Internet delle transazioni in cui vengono usati i ripple.

Allora voi vi chiederete: e cosa sono i ripple? I ripple non sono i bitcoin, quelli di cui abbiamo già parlato, degli utenti.

I ripple vengono usati dalle banche di tutto il mondo.

Questi ripple, che acquisiscono valore in pochissimo tempo (neppure potreste immaginare quanto), vengono poi conservati in questi che vengono chiamati wallet o portafogli e che è l’equivalente dei nostri vecchi conti in banca.

Questo è giusto un prologo, poi cercherò di spiegarvi, in modo più che approfondito, tutto quello che è Blockchain. Al momento posso solo dirvi che quello che Blockchain sta creando, questo nuovo Internet di transazioni digitali di grande valore, e non sottoposto al valore e alle regole del mercato reale, è molto interessante, talmente interessante che può essere considerata la vera nuova forma di democrazia mondiale.

Ma andiamo avanti e vediamo cos’è.

Cosa è Blockchain

Blockchain: guida definitiva per capire cos'è e come funziona

Per un periodo piuttosto lungo da quando c’è stato bisogno di spiegare cosa fosse Blockchain (qui trovi la descrizione di WikiPedia, mentre qui trovi il sito americano)) molti hanno confuso questo termine con quello di Bitcoin, cioè la moneta virtuale. Invece quello che vorrei dirvi, prima di spiegarvi nello specifico cosa sia, è che certo è che si possa usare per transazioni e monete virtuali ma non solo per questo. Andiamo con ordine.

Più che di tecnologia mi piace considerare Blockchain davvero come compartecipazione, decentralizzazione e partecipazione democratica.

La Blockchain è una tecnologia che permette di creare un database che serve a gestire le transazioni che avvengono tra i nodi di questa rete.

E’ strutturato in blocchi e catene (come già suggerisce il nome) in modo che ognuna delle transazioni che avvengono successivamente prendano valore e trasparenza superando e legandosi a ogni blocco o catena.

Ognuno di questi nodi deve controllare, validare e approvare tutte le transazioni e questo permette, oltre alla trasparenza del sistema, anche la tracciabilità di ognuna delle transazioni.

Ogni blocco da cui è formato, invece, è un archivio di tutte le transazioni avvenute che devono essere eseguite attraverso un codice che è immutabile e proprio per questo, facilmente, validabile o invalidabile.

Altra caratteristica, che permette poi la transazione in tutta sicurezza è l’utilizzo di codici crittografati che permette che la transazione avvenga senza interventi esterni alla rete del Blockchain stesso.

La cosa forse più interessante è che la Block Chain è un protocollo digitale che è l’evoluzione del libro mastro, per secoli registratore, database, di transazioni e incontri.

Ma mentre nel libro mastro c’è una mente unica che si permette di vigilare su tutte le transazioni avvenute, in questo caso il potere è decentralizzato ed equamente diviso tra tutti coloro che del protocollo fanno parte e che lavorano per rendere questo database un posto sicuro. Insomma, ognuno controlla l’altro, in una catena di fiducia e di transazioni libere ma al tempo stesso più che controllate.

Direi che questa è la nuova democrazia di cui all’inizio vi parlavo, anche perché la Blockchain è anche un registro aperto, pubblico e condiviso, che si aggiorna automaticamente. Ma al tempo stesso ogni transazione è controllata da blocchi e catene che ne garantiscono la validità.

Come funziona Blockchain

Blockchain: guida definitiva per capire come funziona

Facciamo un esempio stupido che permetta di farci capire come fare una transazione nel mondo della Blockchain.

A deve vendere una casa a B.

Subito viene creata una rete di informazioni e anche delle Cryptographic Keys con le informazioni relative a questa vendita (grandezza della casa, costo, possibilità economica di B, sincerità di A nel venderla davvero).

Questo tipo di transazione viene portata nella rete di contatti per poter essere verificata.

Viene creato a new Block con queste informazioni acquisite.

Il blocco viene inserito nella chain, così che questa transazione possa essere immutabilmente non modificabile ma al tempo stesso controllabile dagli altri della rete.

Se le informazioni vengono considerate corrette la transazione avviene ed è considerata valida. A questo punto quindi, alla validità, la transazione viene inserita in un altro blocco che comprende anche la transazione valida avvenuta.

La tecnologia dietro Blockchain

La tecnologia dietro Blockchain

Abbiamo parlato di Libro mastro distribuito, cioè di un software che permetta la condivisione e il controllo immediato di informazioni relative alle transazioni che avvengono in rete. Questo software non si trova su un solo computer ma su tutti i computer sincronizzati nello stesso momento e che utilizzano lo stesso software. Ci sono due processi che avvengono per far sì che questa cosa accada: la replica del database e la duplicazione.

La replica del database è un software che analizza il database per verificare se ci sono dei cambiamenti e che quindi permette che questi cambiamenti siano uguali su tutti i computer. Questo ovviamente nel momento stesso in cui accadono, per creare quindi quella sincronicità.

Poi ci può essere il processo di duplicazione che si basa su un database master che duplica poi tutti gli altri database agli altri computer collegati nella rete.

Ovviamente tornando al discorso di prima del libro mastro e del libro distribuito la differenza, anche tecnologica, che riguarda questo aspetto, poi quello più importante, è che mentre prima la modifica veniva fatte a un computer centrale e basta.

Invece con il Blockchain la situazione è cambiata radicalmente, non c’è nessuna autorità centrale che verifichi ma è di tutti, ovvero tutti gli utenti hanno una copia del “libro mastro” e possono prenderne visione e controllarlo, anche modificarlo.

Questa forse è la vera e proprio rivoluzione della fiducia, rendere tutti compartecipi e responsabili di una rete di transazioni. E tutti possono porre veto o autorizzare una transazione.

I cosiddetti miners, poi, sono quelli che fattivamente si occupano di crittografia e matematica di ogni blocco, con algoritmi di controllo e di verifica.

Questa è la bellezza del sistema, della condivisione, della remunerazione di un lavoro prezioso, che viene però svolto sempre in sicurezza e alla luce del sole.

Blockchain in italiano

In Italia ci sono parecchi modi di poter lavorare tramite Blockchain. Si può lavorare in questo modo con le banche, permetterebbe, infatti, di ammazzare i costi delle transazioni bancarie in maniera drastica.

Si potrebbe lavorare in maniera interessante con le assicurazioni, che sfrutterebbero il metodo distributivo per notificare i cambiamenti.

Si potrebbe usare la Blockchain per i pagamenti digitali, che però andrebbero velocizzati, vista anche la velocità, appunto, del mondo moderno e delle transazioni in tempo reale.

Si potrebbe parlare di Blockchain nel campo dell’agrifood, per parlare di cibo, di come quel cibo sia arrivato sulle nostre tavole sfruttando la trasparenza di ogni passaggio.

Anche nel settore della manifatture potrebbe avere senso, sfruttando la decentralizzazione del sistema per creare delle tecnologie periferiche, condivise, che possano servire per aiutare la produzione.

Anche nella sanità e nella pubblica amministrazione, se ci pensate, dallo screening del paziente con le malattie pregresse all’evasione fiscale.

Blockchain e Bitcoin

Si parla spesso, sbagliando, di Blockchain e Bitcoin insieme, come se il protocollo condiviso, creato dal giapponese Nakamoto, potesse avere qualcosa a che fare con il mercato dei bitcoin e del trading on line.

Ma non è proprio così: il bitcoin si basa sul peer to peer, cioè sul reciproco scambio, senza blocchi o catene, senza autorizzazioni o controlli. La tecnologia del Bitcoin è un software open-source e lo sviluppo, quindi, è pubblico e condiviso con tutta la rete.

Blockchain e Ripple

Il Blockchain, quindi si può basare anche sull’uso di Ripple, che come i bitcoin, viene utilizzato come criptovaluta, ancora più sicura, anche perché è riuscita, in poco, tempo a contrastare tutti gli ostacoli che sono stati trovati con il Bitcoin stesso, nel trading on line. Questo tipo di valuta è ancora più sicura, viene utilizzata in una rete open source come i Bitcoin, ma è ancora più decentralizzata e affidabile. Le transazioni non sono rintracciabili, sono irreversibili, gratuite e istantanee.

E, soprattutto, non hanno una valuta predefinita di riferimento, parlo di valuta reale. Cioè si può iniziare una transazione in yen e finirla in franchi svizzeri senza colpo ferire.

Interessante, vero?

Il portafoglio con Blockchain

Diciamo che Blockchain può essere considerato, al momento, il portafoglio virtuale più sicuro al mondo. Basta entrare in un qualunque sito autorizzato al Blockchain e fare un login con i propri dati. Inserendo del denaro reale si entra in questa rete condivisa che modifica poi i soldi in bitcoin iniziando delle transazioni. Come ho detto precedentemente parliamo di transazioni che vengono autorizzate dagli altri utenti della rete condivise, creando, poi dei blocchi e delle catene che permettono di bloccare o autorizzare, appunto, la transazione stessa.

Questo tipo di portafogli, quindi, è il più sicuro e il più libero al tempo stesso in questo particolare momento del sistema economico legato alla rete di transazioni.

Il tipo di ragionamento, quindi, è lo stesso del bitcoin ma con un controllo incrociato degli utenti che da una parte bloccano le truffe, dall’altra crittografano, in tempo reale, ogni transazione rendendola la più sicura in assoluto. Quindi sì al portafoglio virtuale, si all’utilizzo di Blockchain per transazioni finanziarie.

Ma come abbiamo visto in precedenza qui non parliamo solo di finanza ma di una serie di infiniti usi differenti per il database condiviso che potrebbe condividere informazioni sicure anche per scopi più che concreti, come nella sanità e nella pubblica amministrazione.

In una nuova democrazia in cui le informazioni vengono condivise e controllate da tutti il potere della parola fiducia rende tutto migliore.

 

 

Cosa è Hashflare e come funziona: recensione completa

Cosa è Hashflare e come funziona: recensione completa

Avete mai sentito parlare di Hashflare?

Devo ammettere che anche io prima di questi ultimi 12 mesi di criptovalute e di mining non ne ero a conoscenza.

Anche se sembra essere, a ragione veduta, diffusa l’opinione secondo cui si tratta il servizio più redditizio di questo mercato di nicchia ma in forte ascesa.

Una grande curiosità, appunto, sta crescendo tra gli addetti ai lavori. La voce sta girando rapidamente nel web e tra gli appassionati di bitcoin tanto che Hashflare sta diventando certamente il servizio con maggiore profitto tra quelli che sono proposti in rete attirando anche chi ha meno dimestichezza con tutto il sistema che si utilizza in questo ramo finanziario virtuale.

Voglio anche dire che questo non è un sistema fake, di quelli da “sono euforico” e che promettono un milione di euro in 24 ore. Qui si tratta di guadagnare con il mining delle criptovalute e di capire come fare a recuperare l’investimento fatto nel minor tempo possibile.

Ma andiamo per step e capiamo cosa sia Hashflare e come funzioni e se conviene davvero attraverso questa guida.


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Cosa è Hashflare

Cosa è Hashflare?

Come ben sapete le criptovalute sono valute elettroniche che non hanno uno standard di cambio monetario assoluto, come quello che esiste nei mercati reali, ma che si autogestisce in una sorta di banca decentrata e virtuale inventata dal giapponese Satoshi Nakamoto, che è stato colui che ha inventato la prima criptovaluta, il BitCoin.

Il Bitcoin in realtà è pensato proprio per contenere tutte le funzioni di una moneta tradizionale, cioè è un mezzo di scambio, ha valore ed è un’unità contabile. La novità sostanziale è che non c’è una Banca centrale che gestisce la moneta ma una banca decentrata che si fa garante grazie alla crittografia e allo scambio peer-to-peer, che non ha intermediari.

La crittografia è certamente un sistema complesso, non è che che sia la password del pc. Servono miliardi di calcoli per giungere alla creazione di una criptovaluta e per poterle scambiare in sicurezza, con una buona pace di una riserva informatica potente e rilevante. Il processo che crea e trasferisce criptovalute si chiama mining che significa estrarre, come le pepite d’oro nelle miniere del Klondike ed è affidabile, complesso e basato su protocolli trasparenti e open source.

La potenza che serve a fare mining non è certo da poco. Bisogna investire in hardware, in sistema di ventilazione. E’ così che nascono alcune società che permettono di fare mining in cloud. Cioè loro ci mettono l’hardware che permette di avere la potenza di calcolo necessaria.

Quindi, alla fine di tutta questa premessa, che cos’è Hashflare?

E’ una piattaforma tra le più affidabili e le più utilizzate per il cloud mining. E a conferma di questo è possibile trovare tante recensioni su Hashflare su Internet.

Voi investite risorse con le quali il servizio si assicura una certa potenza per fare mining. Più risorse verranno acquistate più potenza ci sarà e più ci sarà un ritorno sull’investimento man mano che verrà estratta più criptovaluta.

Questo vale per Hashflare, chiaramente, ma è insindacabile che ci siano una serie di piattaforme decisamente meno affidabili di cui si parla parecchio sul web, basta fare una ricerca anche piuttosto superficiale per arrivare a leggere di scam e di Ponzi (si chiamano così gli stalli tra i blocchi che non ti fanno acquisire né denaro, né informazioni, ma ti lasciano infognato lì a tempo indeterminato) piuttosto frequenti, fatti apposta per fregare soldi da investimenti piuttosto cospicui.

 

Come funziona Hashflare

Come funziona Hashflare

Innanzitutto devo ammettere che l’investimento è un investimento serio come seria è la piattaforma Hashflare, quindi vi darò tutte le informazioni valide per capire davvero al meglio come funzioni tutto questo.

Innanzitutto dovrete collegarvi ad Hashflare e selezionare, fin da subito, il piano che preferite. Dovrete scegliere in base al tipo di criptovaluta che volete minare, all’hashrate previsto per questa operazione, alla tassa da pagare per il mantenimento del mining e anche il tipo di pagamento che volete usare.

Dovrete poi crearvi un cripto-portafogli, un wallet. Se lo avete già dovrete mettere l’indirizzo, se no Hashflare vi indirizzerà a una pagina in cui crearlo in tutta sicurezza.

Dopo il portafogli arriva il momento di acquistare hashrate, quindi la potenza necessaria per l’attività di mining. Più ne acquistate e più ci sarà un ritorno economico sull’investimento. Chiaro è che questa fase è importante perché è la fase in cui si mette il denaro sul banco dell’investimento stesso.

A questo punto si selezionano le piscine o pozze in cui fare le vostre attività di mining. Con questa piattaforma qui è possibile lavorare su 3 piscine contemporaneamente.

Per il pagamento finale poi, quello di investimento, serve la carta di credito o anche bonifico bancario, molto facile quindi.


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Quale è il guadagno che si può ottenere?

Hashflare: quale è il guadagno che si può ottenere

L’obiettivo, nel momento in cui si entra nel mondo del mining, è certamente quello di individuare un canale di investimento che riesca a dare un buon profitto. Quindi di certo qui non parliamo solo di mining, potenza e mixing pool ma anche di capire come e quanto si possa guadagnare con Hashflare e con il cloud mining.

La risposta più seria che vi possa dare è che dipende, dipende dai parametri, dall’investimento anche.

Certo è che Hashflare mette a disposizioni gli strumenti per effettuare una pianificazione consapevole dell’investimento fatto. E questo fa sì che la piattaforma sia infatti tra le più sicure e le più remunerative.

Ovviamente il tutto si basa sul piano scelto tra quelli possibili, tra i costi, gli hashrate, l’investimento iniziale, il mantenimento e le tasse.

Il sistema è in grado di creare un guadagno continuo giocando su tutti questi parametri differenti e permettendovi, quindi, di guadagnare un tot in criptovaluta nell’arco delle 24 ore.

E più si investe poi e più c’è un guadagno realistico e sicuro.

 

 

Come ottenere il codice sconto per Hashflare

Il codice sconto si basa sempre sulla teoria della condivisione che è tipica proprio della criptovaluta e che permette sconti e guadagni di investimento maggiori. Ogni amico o conoscente che si permetterà di entrare, realmente, perché questo sistema è molto sicuro e come tutti i sistemi sicuri è anche molto controllato, permetterà di avere un codice sconto da utilizzare nel proprio piano d’affari.

Quindi se si avrà la pazienza e il mestiere di creare un buon network ci troveremo davanti a una condizione di bonus accumulati che ci daranno vantaggi per la vita. E di certo questa non è una di quelle condizioni in cui non vorremmo mai trovarci, non è vero?

Certo, ripeto, l’investimento iniziale sarà un investimento serio ma così come è serio l’investimento iniziale così è altrettanto seria la possibilità, sicura, di guadagnare giorno per giorno con un cloud mining potente e costante.

Le opinioni su Hashflare

Le opinioni sono piuttosto interessanti, d’altronde questo tipo di business libero ha tanti pareri completamente differenti.

In alcuni forum alcune opinioni sono a dir poco negative, si parla di perdita di tempo e di guadagni proporzionati a investimenti belli grossi, quindi in pratica il guadagno è tale solo se l’investimento è altrettanto tale.

Ma di primo acchito questo tipo di risposte sembrano davvero buttate lì quasi a caso, risposte vecchie a quesiti di persone che neppure sanno di cosa stanno parlando, tanto poi da creare disagio e litigio tra gli stessi che non riescono neppure a capire bene come investire e su cosa investire.

In altri forum, che sembrano decisamente più professionali, viene descritto in maniera parecchio dettagliato il guadagno netto, perché va sempre scorporato il costo dell’energia usata per minare. Ricordate il discorso iniziale?

Questo tipo di lavoro, di miniera, richiede, infatti, dei costi di energia elettrica, di software, di hardware, di milioni di calcoli, come vi dicevo prima.

Proprio per questo va scorporato dal guadagno lordo il costo del lavoro di mining. Ma tutto questo, come sempre detto in precedenza, si basa sulla ricerca iniziale, che deve essere certamente oculata, di quale possa essere il piano più giusto per le nostre esigenze economiche e di tempo.

Questa scelta iniziale è quella che ci salverà poi e che farà sì che non ci siano sorprese spiacevoli durante l’investimento di tempo e denaro che Hashflare comunque rappresenta.

Forse quello che maggiormente è da prendere in considerazione è proprio tutto questo sistema finanziario virtuale che davvero mette in mostra e in chiaro un nuovo tipo di democrazia del denaro a cui non siamo stati certo abituati se non negli ultimi anni.

L’idea di una banca decentrata, di un valore che non è univoco, così come i tassi di cambio, un controllo che nasce da miliardi di calcoli e dai controlli incrociati, una società in pratica, un network, che cresce e si stabilizza seguendo delle regole di sicurezza e di trasparenza ben accettate da tutti.

Questa è una vera e propria rivoluzione silenziosa che sta cambiando il modo di considerare il danaro. Parecchie banche, parecchi sistemi informatici, stanno prendendo spunto da questa rivoluzione democratica.

Parliamo, infatti, di banche reali che accettano scambi di criptovalute come i Bitcoin, per citare i più famosi, e che seguono con estremo interesse il tasso di valore sempre più imponente che queste valute stanno portando con sè, un giro d’affari con percentuali di valore altissime, che riescono a salire anche del 400 per cento in un anno.

Quindi se siete realmente interessati al cloud mining Hashflare è senza dubbio l’unico investimento possibile da fare per riuscire a creare una condizione ottimale per chi ha voglia e intenzione di guadagnare soldi costanti e a lungo termine, affidandosi a una piattaforma seria che permette mining lunghi e potenti.

Cosa è Cryptopay: comprare e vendere Bitcoin

Cosa è Cryptopay: comprare e vendere Bitcoin

 Cryptopay fornisce un modo molto semplice per spendere i vostri bitcoin in tutto il mondo.

Come funziona?

Gli utenti tutti possono trarre vantaggio dai servizi offerti da Cryptopay che fornisce un accesso rapido e molto confortevole nei pagamenti, nella valuta e nei movimenti di mercato.

La società Cryptopay ha un accordo con la Visa e rilascia carte di debito e credito che rende reali i vostri Bitcoins.

Cryptopay è nata dalla mente di due traders russi nel 2013.

I due ragazzi, parecchio giovani, hanno la sede della società a Londra e lavorano con numeri altissimi, sempre più alti ogni giorno, addirittura più di 100 mila operazioni al giorno.

In pratica gli utenti possono acquistare, vendere e conservare bitcoins nel portafoglio del sito Cryptopay.

Dopo aver collegato il conto bancario alla piattaforma i clienti possono convertire i bitcoin in sterline, euro o dollari. La piattaforma organizza i propri portafogli in modo da memorizzare tutte le diverse criptovalute all’interno dello stesso account. Proprio questo rende l’invio e la ricezione di denaro all’estero molto molto facile.

Ma vediamo bene come funziona questo tipo particolare di gestione dei bitcoins nel mondo.


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Cosa è Cryptopay

Cosa è Cryptopay

Come abbiamo visto in precedenza Cryptopay è una piattaforma in espansione globale ogni giorno.

Permette ai suoi utenti scambi di valuta molto confortevoli dal proprio account.

Quello che ancora non abbiamo visto è che Cryptopay emette carte Visa per offrire opportunità di spese anche offline a chi possiede bitcoins.

Le carte sono accettate in tutti i terminali POS in cui sono accettate la carte VISA.

I clienti, quindi, possono pagare online e offline a milioni di commercianti in tutto il mondo. Oltre alla carta fisica, quella con il chip, gli utenti hanno a disposizione anche carte di credito e debito virtuali con cui spendere on line. I

Cryptopay emette carte di debito VISA per offrire opportunità di spesa offline per coloro che possiedono bitcoins. Le carte sono accettate in tutti i terminali POS in cui sono accettate le carte VISA. Ciò significa che i clienti possono pagare online o offline a milioni di commercianti in tutto il mondo. Oltre alle carte tradizionali VISA con chip e pin, gli utenti possono anche ordinare carte virtuali, accettate ampiamente come le schede di plastica.

I saldi dei conti possono essere completati attraverso conti bancari ordinari che sono possibili in tutta Europa.

Le carte di credito reali, quelle in plastica, permettono prelievi fino ai 10mila dollari.

Ma la piattaforma stessa Cryptopay permette dei prelievi e dei pagamenti virtuali giornalieri senza nessuna verifica di dati se non quelli inseriti nel sito fino ai 400 dollari, per pagamenti on line di qualsiasi genere.

La registrazione sul sito è decisamente semplice e questo rende tutto meno complicato.

Dopo aver fornito nome, mail e password gli utenti possono accedere alla piattaforma.

Per verificare la propria identità gli utenti devono inviare la fotocopia di identità e una prova di residenza valida. La verifica si fa tramite conto bancario o certificato di residenza. Comunque la verifica dei dati dura qualche ora e poi si è pronti ad operare.

Il saldo dei conti è subito disponibile, così come è disponibile il wallet della piattaforma. Anche in questo caso, come in tutti questi siti di affiliazione si riceve una quota di entrata in più del 10 per cento per ogni amico che entra a far parte seriamente della piattaforma. Anche gli amici, però, hanno uno sconto iniziale del 25 per cento sul costo della carta di debito.

Il sito è molto serio, c’è anche una chat live che consente di risolvere i dubbi, man mano, grazie alla competenza di un operatore.

In generale, facendo anche una breve incursione in rete, tutti parlano molto bene di Cryptopay. Il sito viene considerato veloce e sicuro, gli utenti che ci lavorano hanno di gran lunga abbassato i tempi di attesa di conversione e questo rende tutto molto più facile e molto più interessante dal punto di vista bancario.

Questo è un mondo nuovo, questo tipo di criptovalute, questo tipo di affari on line sono cresciuti tantissimo negli ultimi 5 o 6 anni ed è particolarmente interessante lavorare su questo tipo di piattaforma, così come in tutte le piattaforme che abbiamo analizzato, tra quelle semplici di trading, appunto, ai Blockchain a quelle di cloud mining in cui abbiamo imparato come guadagnare bitcoins scavando, come nella miniera d’oro del Klondike tra i vari blocchi e le varie acquisizioni.

Vediamo, appunto, come si possano comprare e vendere bitcoins su questa piattaforma qui, su Cryptopay.

Come comprare Bitcoin con Cryptopay

Come comprare e vendere Bitcoin con Cryptopay

Alla fine è piuttosto semplice anche questo passaggio, come tutti questi che stiamo descrivendo in questo momento.

Basta entrare nel proprio wallet e inserire, con una qualsiasi carta di credito, virtuale o reale, dei soldi sul proprio conto che tramite un form piuttosto intuitivo di cambio valuta ti fanno all’istante il cambio da euro, ad esempio, a bitcoins. La conversione ha una tassa obbligatoria dell’1 per cento, che viene rilasciata al sito, e poi si hanno i disposizione immediatamente i bitcoins per poter operare nel trading on line.

Come vendere Bitcoin con Cryptopay

Ovviamente è il processo inverso del precedente e non è nulla di trascendentale, anche in questo caso. Bisogna sempre fare il login al sito e poi entrare nel proprio wallet, il portafoglio virtuale. Sempre nello stesso form pre-compilato si inserisce il numero di bitcoins che si vogliono convertire in moneta reale e si può scegliere già nelle impostazioni se farli diventare euro, dollari o sterline. Appena questa operazione si è conclusa, sempre con una tassa sul cambio dell’1 per cento i bitcoins sono automaticamente convertiti nella valuta reale che vogliamo, senza troppi pensieri o problemi di sorta.

Cryptopay e le carte prepagate

Questa è la storia poi più che interessante per far sì che questi soldi virtuali diventino soldi reali che sono in grado di essere utilizzati nel mondo reale appunto. Cryptopay utilizza carte di credito Visa e rende la piattaforma intermediario per realizzare questa conversione. Ovviamente la carta ha un costo, anzi vari costi che ora cercherò di sintetizzare in una lista:

  • Invio carta
  • costi di conversione bitcoin – euro
  • costi di ritiro ATM
  • costo di attivazione carta
  • costo di conversione valuta (tra euro e dollaro)
  • abbonamento al servizio

Clicca qui per iscriverti subito a Cryptopay


Il principale vantaggio di poter utilizzare queste carte nasce dal fatto di poter spendere i bitcoins che uno ha ricevuto o guadagnato senza bisogno di avere per forza un conto corrente. Infatti senza usare questo tipo di carte il processo di conversione di valuta di un bitcoin passa dalla vendita tramite un sito di cambio valuta on line, poi tramite deposito bancario e poi tramite la carta della banca. Con questo tipo di carta invece, dopo 6 conferme in circa un’ora di tempo, si potranno già spendere i soldi come si vuole.

Proprio per questo è più facile anche farsi pagare direttamente in bitcoins, che si possono altrettanto facilmente spendere.

Questi servizi, che sono relativamente giovani, sono considerati piuttosto affidabili e tra questi certamente la piattaforma più affidabile è proprio questa di Cryptopay.

Il consiglio, migliore, per iniziare è cercare di restare bassi nel wallet, per capire se vi trovate bene con questo tipo di piattaforma.

E sono sicura del fatto che sarà così.

Ma voi mi chiederete ancora e ancora come la sicurezza e l’identità possano essere verificati in maniera chiara. E io in maniera chiara cercherò di rispondervi.

Entro certi limiti di acquisti o spese, circa 2500 euro l’anno, non sono richiesti documenti d’identità per l’utilizzo di queste carte ma un inserimento di dati corretti, che vengono verificati, sulla piattaforma.

Se si vuole andare oltre questi limiti aggiornando la carta a un totale di 10mila euro l’anno, ad esempio, serve inviare la fotocopia di un documento di identità ma anche una prova di residenza (come una bolletta o un’utenza). Sicuramente penserete a un’invasione della privacy ma questo serve per rendere questi cambi e questi depositi sicuri, quindi poi mi sembra un onere piuttosto facile da sostenere.

La carta è nominativa, viene spedita a vostro nome.

Mondo molto affascinante questo dei bitcoins, mondo molto affascinante questo del trading on line con una valuta così democratica. Interessante, ancora di più, l’idea di questi ragazzi russi di rendere possibile l’acquisto di cose, stuff per dirla all’inglese, con una carta di debito usata in tutto il mondo in cui si possono inserire bitcoins rendendo quindi il virtuale reale come nei migliori film di fantascienza di quando eravamo piccini.

Certamente è un mondo nuovo e certamente c’è un po’ di inquietudine iniziale nel non capire fino in fondo cosa si stia andando a fare ma ciò che emerge dalla rete è che questo tipo di democrazia monetaria è il futuro del commercio, finalmente non schiavo di una banca centrale e di cambi di valuta ma figlia di una rivoluzione in cui c’è una moneta virtuali e cambi auto-gestiti e controllati dalla rete stessa.

E noi non possiamo che essere incuriositi da questa rivoluzione che io trovo davvero molto molto interessante, proprio dal punto di vista del guadagno e della condivisione. Non a caso tutti questi siti incentivano, anche con denaro, la creazione di un network di controllo ma anche di solidarietà, così che tutti possano controllare tutto e guadagnare da quel tutto che finalmente diventa sicuro, perché ognuno ha interesse nel fatto che vada tutto per il meglio.